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Giornata Europea 2019: L'Autismo non esclude

In occasione della Giornata Europea della Logopedia 2019, dedicata all'Autismo, ricordando che circa 78 mila persone sono colpite da autismo in Italia, e che ben 270 mila soffrono di disturbi dello spettro autistico, vogliamo offrire dei chiarimenti su questa condizione.

Una condizione complessa, dai sintomi ‘unici’ che impattano sulle capacità del linguaggio e sulle abilità sociali. Complessa ma che consente un’attivazione delle diverse abilità coinvolte.

Database dei Logopedisti liguri

Potete trovare nella sezione Dove siamo (cui si accede da questo link), un primo Database dei Logopedisti soci della FliLiguria che lavorano nel privato in regime di libera professione, sperando di arricchirlo in futuro.

 

 

 

 

In occasione della Giornata Europea del 2019 la Federazione italiana (FLI) presenta questa iniziativa

L’AUTISMO NON ESCLUDE,

COMUNICARE È POSSIBILE

IL LOGOPEDISTA POTENZIA LINGUAGGIO E ABILITÀ SOCIALI

Questa condizione, che in Italia colpisce circa 78mila persone, in prevalenza maschi (i casi riferibili ai disturbi dello spettro autistico sono 270mila), manifesta sintomi ‘unici’, che impattano sulle capacità del linguaggio e sulle abilità sociali. Se fondamentale è la tempestività diagnostica, assolutamente indispensabile, nell’intervento terapeutico, è la multidisciplinarietà, cioè il coinvolgimento di più figure professionali. Tra queste un ruolo ‘chiave’ è svolto dal logopedista che può educare il bambino all’integrazione sociorelazionale, favorendo il potenziamento di abilità più fragili quali la parola, la comprensione, la scrittura e la lettura. Ecco perché la Giornata Europea della Logopedia 2019 è dedicata all’autismo. La Federazione Italiana dei Logopedisti ha attivato dal 4 all’8 marzo una ‘open line’ informativa telefonica (049.8647936 dalle ore 10.00 alle ore 12.00), web (www.fli.it) e social  (facebook.com/FederazioneLogopedistiItaliani/)

Milano, 6 marzo 2019 – Circa 78 mila persone sono colpite a autismo in Italia, 270 mila soffrono di disturbi dello spettro autistico. Una malattia complessa, dai sintomi ‘unici’ che impattano sulle capacità del linguaggio e sulle abilità sociali. Complessa ma che consente un’attivazione delle diverse abilità coinvolte. Una delle figure ‘chiave’ nell’ambito del necessario approccio multidisciplinare (composto da neuropsichiatra infantile, psicologo, fisioterapista, terapista della neuropsicomotricità e terapista occupazionale, nutrizionista, logopedista) è proprio il logopedista, fondamentale nell’educazione del bambino a una interazione con il mondo, in grado di stimolare alcune abilità come comunicare, comprendere, parlare, leggere e scrivere, utili nel vivere scolastico e socio-relazionale. In casi più seri è possibile ricorrere alla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) che attraverso il linguaggio dei segni, immagini e video, ma anche computer, tablet e device elettronici, aiuta i bambini con importanti difficoltà di linguaggio e comprensione a entrare in relazione a ‘proprio modo’ con gli altri e il mondo che li circonda. Non è un caso che la Giornata Europea della Logopedia 2019 (6 marzo) sia quest’anno proprio dedicata all’autismo. Dal 4 all’8 marzo, la Federazione italiana dei Logopedisti si attiverà come di consueto per i cittadini e tutti coloro che hanno necessità di informazioni e di aiuto. Una disponibilità ‘multicanale’ attraverso il telefono (049.8647936 dalle ore 10 alle ore 12), web (fli.it) e con il profilo e la chat di Facebook (facebook.com/FederazioneLogopedistiItaliani).

“In funzione della complessità della malattia e delle differenti manifestazioni – spiega Tiziana Rossetto, presidente della Federazione dei Logopedisti – è importante che al primo sospetto ci si rivolga al pediatra, in grado di osservare con parametri corretti come gioca e comunica il bambino, creando situazioni per capire gli ambiti di maggiori difficoltà, monitorando nel tempo l’evoluzione della potenziale sintomatologia di malattia, oppure inviando a un centro di cura specializzato per avviare un trattamento multidisciplinare che si avvale di più figure professionali: il neuropsichiatra infantile, lo psicologo, il fisioterapista, il terapista della neuropsicomotricità e terapista occupazionale, il nutrizionista, il logopedista”.

“Il Logopedista – spiega Sara Isoli, logopedista specialista e consulente presso il Centro Ants-Onlus per l’Autismo di Verona – si ‘prenderà cura’ di intervenire sull’aspetto del linguaggio e della capacità di comunicare del bambino e sulle abilità sociali. Il nostro compito è aiutare il piccolo, a seconda delle sue potenzialità, a comunicare con i suoi amici per capire cosa vogliono e come farsi capire da loro, a riconoscere e usare correttamente i gesti, a comprendere le espressioni del viso degli altri e usare il proprio volto per esprimersi, a rispondere alle domande e farle, a chiedere aiuto, a rispettare i turni di una conversazione. Mentre per quanto riguarda abilità più scolastiche, favoriremo lo sviluppo/potenziamento della lettura e scrittura, guardando i libri, raccontando storie, scrivendo lettere, parole e frasi”.

“È importante – aggiunge Raffaella Citro, vicepresidente logopedisti europei (CPLOL) – che anche il genitore sia coinvolto nelle sedute ‘terapeutico-educazionali’, soprattutto se l’area della comunicazione è
particolarmente compromessa, affinché possa imparare i modi migliori per comunicare ed essere compreso dal proprio bambino e per stimolare la sua iniziativa comunicativa”.

“In casi particolarmente complessi o gravi – conclude la dr.ssa Isoli – potrà essere necessario ricorrere alla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), ovvero a tecniche che attraverso il linguaggio dei segni, immagini, foto, oggetti o video, ma anche parole scritte, computer, tablet o altri dispositivi elettronici aiutano i bambini con importanti difficoltà di parola a comunicare con il mondo. È fondamentale però che la CAA, in questi casi particolari, non venga usata solo nelle sedute di riabilitazione ma anche a casa, a scuola e in ogni altro contesto quotidiano del bambino”.

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